ADI Bari, in sella alla vita

Sei pazienti minori e adulti affetti da malattie molto gravi e invalidanti, dell'ADI Bari hanno goduto di una giornata all’aria aperta insieme ai loro familiari alla Masseria Galeone a Martina Franca.

Per l’ADI Bari è stata una giornata bellissima e indimenticabile quella passata alla Masseria Galeone a Martina Franca, dove vengono allevati i maestosi cavalli murgesi, utilizzati dai Carabinieri e dalle altre forze dell’ordine. Ed è stata una giornata piena di emozioni non solo per i sei pazienti, minori e adulti affetti da malattie molto gravi e invalidanti, che hanno goduto di una giornata all’aria aperta insieme ai loro familiari, ma lo è stata anche per tutti gli organizzatori che hanno reso possibile questa stupenda esperienza: dal dottor Felice Spaccavento con l’Unità di Fragilità e Complessità della ASL Bari, ai Carabinieri Forestali guidati dal Tenente Colonnello Giovanni Notarnicola, Comandante del Reparto biodiversità di Martina Franca, ai operatori Auxilium che si sono presi cura delle persone fragili con la coordinatrice Michela Spennacchio, ai volontari dell’Associazione ConSLAncio, con la vicepresidente Lalla Desiderato e la sua collaboratrice Grazia Santoruvo.

Ringraziamo tutti loro e il Generale D. Stefano Spagnol, Comandante della Legione Carabinieri Puglia e il Colonnello Saverio Lombardi, Capo Ufficio Logistico. Questo nuovo esempio di umanizzazione delle cure dimostra che insieme si può fare molto per dare serenità e gioia a chi è malato e sollievo alle famiglie.
Racconta Michela Spennacchio: “Dopo le esperienze in barca a vela e in spiaggia dello scorso anno, grazie alla preparazione, all’organizzazione e all’attenzione al fattore umano, abbiamo vissuto una giornata straordinaria. In occasioni come queste accadono cose sorprendenti, come per la mamma di Mariangela, che era felicissima perché non pensava che la figlia potesse salire in sella e dopo la giornata di ieri vuole farla continuare con l’ippoterapia. Ma non solo per Mariangela è stato un vero e proprio ‘battesimo del cavallo’, perché anche Cristian, sette anni, era la prima volta che saliva in sella ed ha voluto farlo pochi secondi dopo aver accarezzato il muso del grande cavallo nero. Un momento di una dolcezza unica”.

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