SAnREMO ITALIANI, quando la musica diventa integrazione

La terza edizione di SAnREMO ITALIANI si è conclusa con la vittoria, a pari merito, di due ragazzi africani provenienti dal CARA di Brindisi: Emmanuel David con “A chi” e Mike Eghe con “Rose rosse”.

Nonostante “Il mio canto libero”, eseguito da due ragazzi nigeriani, non abbia vinto questa terza edizione di SAnREMO ITALIANI, in sé ha racchiuso tutto il significato di questa particolare manifestazione canora. SAnREMO ITALIANI è nata nell’ambito dell’insegnamento della lingua italiana alle persone migranti nei centri accoglienza Auxilium in Basilicata ma, in pochi anni, è diventata un modello a livello nazionale. Questa modalità di insegnamento della lingua permette, a chi è arrivato nei centri Auxilium, fuggendo da guerre e miseria, di esprimersi e di integrarsi.

Tanti i messaggi di saluto che hanno accompagnato questa serata straordinaria che ha visto una trentina di ragazzi migranti, arrivati da tutti i centri Auxilium in Italia, cantare 18 grandi successi della musica pop italiana. Il primo messaggio video è stato quello di Carlo Conti, che ha dato appuntamento ai vincitori del SAnREMO ITALIANI ad Assisi, dove, come lo scorso anno, saranno invitati in diretta RaiUno a raccontarsi e a esibirsi sul palco di “Con Il cuore nel nome di Francesco”. Poi i saluti in diretta di Padre Enzo Fortunato, Direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi, il quale,ha augurato a tutti di “recuperare il nostro cuore, perché se gli italiani agiscono partendo dal loro cuore buono, il mondo cambia”. Altra pausa per la telefonata in diretta di Albano Carrisi che si è complimentato per l’iniziativa e ha salutato il pubblico e i ragazzi in gara.

Gara vinta a pari merito da due ragazzi africani del CARA di Brindisi: Emmanuel David con “A chi” e Mike Eghe con “Rose rosse”. In prima fila a Ferrandina c’erano il vescovo di Matera Antonio Giuseppe Caiazzo, il Prefetto di Matera Antonella Bellomo, il Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e della Ricerca Vito De Filippo, il Segretario Generale della Fondazione Matera 2019 Giovanni Oliva.

Il Prefetto al termine della manifestazione ha dichiarato: “Penso che questo modello abbia un valore enorme, perché i migranti si rendono protagonisti e si esprimono in quello che meglio sanno fare. Hanno imparato bene l’Italiano con un sistema innovativo, ma il valore maggiore consiste nel dargli modo di farsi conoscere, nel permettergli di manifestare la loro identità e personalità”.

Il vescovo di Matera ha detto salutando tutti i presenti: “Abbiamo bisogno di essere veri. Di guardarci negli occhi e capire che, pur nella diversità, deve esserci sempre la possibilità dell’incontro. Perché siamo tutti uomini e una serata come questa aumenta la nostra umanità.

Il Sottosegretario Vito De Filippo ha salutato i presenti con queste parole: “Grazie alla Cooperativa Auxilium che da tempo opera con professionalità e impegno nel settore dei migranti. SAnREMO ITALIANI è la testimonianza di come l’integrazione è possibile nella misura in cui apriamo il nostro cuore ad altre culture. Il mondo è stato creato senza confini”.

Angelo Chiorazzo ha ringraziato collegando questo modello di integrazione con la crisi migratoria e la situazione nel Mediterraneo: “Questa serata ci dice che vivere insieme è possibile e addirittura facile. Ma non possiamo dimenticare che gran parte dei ragazzi che abbiamo ascoltato sono reduci dai lager libici, dove centinaia di migliaia di persone come loro sono oggi rinchiuse in condizioni disumane. L’Europa non può chiudergli le porte”. Ed ha aggiunto: “Quello che sta accadendo in Siria deve interrogarci sul fatto che ci sono milioni di persone in fuga. E questa manifestazione canora ci aiuta a capire che nel mondo non è in atto una guerra di religione: ce lo fa capire attraverso le emozioni che trasmette e attraverso la percezione che siamo tutti fratelli”.

 

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Download: La Gazzetta del Mezzogiorno - 13.04.2018
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Download: Avvenire - 13.04.2018
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