La presentazione del libro “Giovanni Falcone: le idee restano”

Nella della Sala Perin del Vaga dell’Istituto Luigi Sturzo, martedì 7 novembre, si è tenuta la presentazione del libro “Giovanni Falcone: le idee restano” di Maria Falcone e Monica Mondo.

La serata è stata aperta dal messaggio arrivato dal Quirinale a firma del Consigliere Simone Guerini, con gli auguri e i saluti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Angelo Chiorazzo, in qualità di presidente dell’Associazione Giovane Europa, che ha organizzato la presentazione del libro ” Giovanni Falcone, le idee restano”, ha voluto ringraziare i relatori e i partecipanti: “Falcone e Borsellino oggi ci testimoniano l’importanza delle istituzioni per la difesa dei più deboli, della gente comune. La loro morte, per chi come me non aveva ancora 20 anni quando furono uccisi, fu un momento di svolta, ma oggi, a 25 anni di distanza, loro sono molto di più: ci insegnano il rispetto delle istituzioni e il senso dello Stato, perché appartengono a ognuno di noi”.

Le idee restano. E quelle vere non si lasciano rinchiudere nelle narrazioni ideologiche di chi costruisce su queste idee monumenti tanto pesanti da renderle utopie, lontane e mistificabili. Invece, proprio perché hanno restituito un uomo reale di carne e ossa, le riflessioni, gli episodi, gli aneddoti su Giovanni Falcone, raccontati dalla sorella Maria e dall’amico Giuseppe Ayala, hanno tenuto incollate alla sedia le tantissime persone intervenute per la presentazione del libro di Monica Mondo e Maria Falcone.

Dal libro è emerso un ritratto del giudice Falcone intimo, familiare, che ha evidenziato le sue radici, ciò in cui credeva, come lavorava. Fare paragoni sarebbe impietoso e forse per questo lui e Borsellino sono stati resi dei miti. Come ha detto Monica Mondo, giornalista di Tv2000, spiegando perché nel libro non ha voluto descrivere Falcone come un eroe: “Gli eroi sono lontani dal nostro vivere quotidiano, quindi ci sentiamo assolti se non ne seguiamo le tracce” .

Maria Falcone ha ripercorso gli anni con il fratello Giovanni, raccontando di come nella frase Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini. Ognuno di noi deve fare la sua parte, grande o piccola, egli abbia lasciato il suo testamento. Aggiungendo: “Io ho raccolto le sue parole e mi sono chiesta ‘Cosa posso fare?’. Ho cercato di portare avanti le sue idee, portando ai ragazzi quei valori in cui lui credeva fermamente: il senso di libertà, di democrazia e delle istituzioni”.

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