Marco Damilano visita il centro Mondo Migliore

Il direttore di L’Espresso, Marco Damilano, ha visitato il centro di accoglienza Mondo Migliore, a Rocca di Papa.

“Questo luogo tiene fede al suo nome, Mondo Migliore, perché qui c’è rappresentato tutto il mondo ed è migliore di quello che conosciamo fuori”. Con queste parole Marco Damilano, direttore de L’Espresso, tra i più autorevoli giornalisti italiani e tra i più attenti alle fasce emarginate, ha salutato gli ospiti e gli operatori riuniti nell’auditorium del centro Mondo Migliore. Durante la sua visita nel centro Mondo Migliore, Damilano ha potuto vedere le attività svolte nel centro al fine di facilitare il percorso di integrazione degli ospiti al suo interno. Nell’auditorium, i ragazzi ospiti hanno svolto diverse esibizioni canore, per fargli conoscere come si può insegnare la lingua italiana agli stranieri attraverso la musica e le canzoni.

Marco Damilano ha aggiunto: “Ringrazio Angelo e con lui i lavoratori della cooperativa Auxilium e i volontari che sono qui. Per me è una giornata emozionante e importante per il lavoro che faccio. Come giornalista mi occupo quasi ogni settimana di migranti, di quello che succede in Italia e nel mondo su questo tema. Mi ritengo privilegiato, perché ho la possibilità di avere voce anche in televisione e penso che chi fa il mio lavoro ha il dovere di dare voce a chi non ne l’ha. Per me questa giornata è importante, perché mi avete insegnato qualche cosa che cercherò di restituire”.

Angelo Chiorazzo e il direttore del centro, Domenico Alagia, hanno accolto Marco Damilano al suo arrivo.

Angelo Chiorazzo, che con il direttore di Mondo Migliore Domenico Alagia ha accolto Damilano al suo arrivo, lo ha ringraziato a nome di tutta Auxilium e delle persone migranti ospitate a Mondo Migliore, per la sensibilità e la disponibilità con le quali ha vissuto un intero pomeriggio insieme ai bambini, alle famiglie e agli operatori. Chiorazzo ha detto: “Non si può fermare la storia, l’unico modo per governare questo fenomeno epocale è accogliere e soprattutto accogliere bene. Noi siamo convinti che il primo impatto che le persone migranti hanno in Italia determina il loro cammino futuro. Se queste persone si sentiranno accolte diverranno buoni cittadini, qui o in altri Paesi europei, altrimenti finiranno sbandati e ai margini della società. In questi anni abbiamo in tutti i modi cercato di far capire l’importanza di offrire servizi integrati di assistenza medica, psicologica, mediazione culturale, insegnamenti della lingua, assistenza normativa e alla persona, ma sembra che il Paese voglia fare altre scelte”.

Il direttore de L’Espresso, al termine della visita, ha detto agli operatori: “Ognuno nel lavoro porta la sua sensibilità personale e io penso sia necessario dare voce a queste persone che hanno ferite gravissime e silenziose, ma anche a quel pezzo del nostro Paese che non si volta dall’altra parte, ma fa qualcosa qualcosa di operativo di importante. La cosa che mi ha colpito in questa visita è la dedizione e la passione, ma anche l’organizzazione, perchè si riconosce la passione dietro l’organizzazione e la cura del dettaglio. Il risultato di questa organizzazione è una persona che sta meglio e questo l’aiuterà nel suo passaggio in un Paese straniero a sentirsi riconosciuto nella sua umanità”.

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