“La Luna e i Calanchi”, Auxilium partecipa al convegno “I migranti nel mondo che cambia”

Accogliere, proteggere, promuovere e integrare migranti e rifugiati. Sono queste le parole chiave dell’intervento di Papa Francesco, con il quale il Pontefice ha anticipato i contenuti del suo discorso per la Giornata del Rifugiato. Ma cosa vuol dire accogliere? Ed è possibile fare differenze tra chi fugge da guerre e persecuzioni e chi fugge dalla fame? A queste domande hanno provato a rispondere il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, il vescovo di Tricarico Giovanni Intini, il Prefetto di Matera Antonella Bellomo, il portavoce di Unicef Andrea Iacomini e il fondatore di Auxilium Angelo Chiorazzo, nel corso dell’interessante incontro dal titolo “I migranti nel mondo che cambia: il decreto Minniti, le ong, l’Italia e l’Europa”. L’incontro si è svolto a Aliano, l’affascinante paese della provincia di Matera dove fu esiliato Carlo Levi e dove è in corso il festival “La luna e i Calanchi”, organizzato dal poeta Franco Arminio, il quale ha aperto il convegno insieme al sindaco Luigi De Lorenzo.

Il viceministro Bubbico ha affermato che l’Europa vive una crisi di senso: “È necessario tornare al grande progetto iniziale, che non è uno spazio dove ognuno realizza le proprie convenienze ed egoismi, ma una casa comune dove tutti militano per un grande progetto di sviluppo, capace di soddisfare i bisogni di ciascuno”.

Per il portavoce di Unicef Italia Iacomini il trattato sui diritti dell’infanzia è il più ratificato, ma anche il più violato al mondo: “Ci si accorge dei drammi che attanagliano tanti Paesi solo quando masse di uomini sono costrette a fuggire e premono alle nostre porte”. E sullo Ius soli Iacomini ha dichiarato: “Dobbiamo rispondere alla disinformazione che crea allarme e spavento su una legge che riconosce la cittadinanza a bambini che vivono in Italia e che di fatto sono già perfettamente integrati”.

Il Prefetto di Matera Antonella Bellomo ha sottolineato “la straordinaria ospitalità della Regione Basilicata, pronta ad accogliere il doppio delle persone previste inizialmente. Ospitalità tradottasi in protocolli di intesa tra prefetture, organizzazioni e aziende che gestiscono professionalmente sia la prima accoglienza, sia percorsi di inclusione per i migranti”.

Il vescovo Giovanni Intini ha affermato: “In particolare in questa fase storica, anche se ognuno di noi ha il diritto di sentirsi garantito nella sua diversità, questo non vuol dire alzare muri, impedendo all’altro di entrare”. E ha spiegato Intini: “Lo spazio della mia libertà è il luogo dove si possono creare relazioni, legami, dove si può conoscere chi è diverso da me”.

Angelo Chiorazzo ha sottolineato come “un tema che non dovrebbe far parte dello scontro politico, perché parliamo di uomini, donne e bambini in stato di bisogno, è stato talmente ideologizzato da renderlo un’arma strategica per polemizzare in ogni campagna elettorale”. E ha aggiunto: “Ma può un Paese come l’Italia andare in crisi per 100mila persone che arrivano nel nostro Paese in un anno, dopo viaggi drammatici? Sono anni che diciamo che questo non è un fenomeno da affrontare solo come un’emergenza. Ci sono 60 milioni di persone in movimento a causa di guerre e fame, sono ammassate in giganteschi campi profughi o imprigionate in carceri orribili, e non possiamo fermarli con un decreto legge. Come si può pensare di affrontare tutto questo senza pianificare l’accoglienza? Possiamo discutere e dividerci su tante cose in tema di migranti, ma non possiamo non partire dal fatto che parliamo di persone.”

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Download: 24.08.2017 - Il Quotidiano del Sud
Download: 25.08.2017 - Avvenire