La lezione della nave Diciotti

I migranti della nave Diciotti, accolti dalla Chiesa, hanno lasciato il centro Mondo Migliore per raggiungere le diocesi italiane.

Gli ultimi ragazzi eritrei arrivati il 28 agosto hanno lasciato Mondo Migliore per raggiungere le diocesi italiane o, in alcuni casi, per proseguire il viaggio verso altri Paesi europei.

In questi giorni di emergenza gli operatori di Mondo Migliore hanno svolto, come sempre, il loro lavoro di accoglienza e possiamo dire che la vicenda della nave Diciotti può insegnare a tutti alcune cose.

La prima è che per fare accoglienza bisogna partire dalla persona migrante, dalla sua storia, dai suoi progetti di vita, accompagnandola in un cammino positivo verso l’integrazione. Solo così quella persona avrà una chance per diventare un cittadino che coopera positivamente al bene comune, grato al Paese che l’ha accolto. Solo così ci sarà rispetto e convivenza pacifica, pur nelle reciproche diversità culturali, religiose, sociali.

La seconda lezione è che l’Europa e in particolare l’Unione Europea hanno bisogno di un nuovo slancio per governare il fenomeno delle migrazioni. Alcuni trattati andranno rivisti, in Italia alcune leggi andranno cambiate, ma c’è bisogno soprattutto di partire dalla realtà di questo fenomeno epocale. I luoghi di detenzione in Libia, dove sono rinchiuse centinaia di migliaia di persone, non sono solo un enorme problema umanitario – come hanno confermato anche i drammatici racconti dei ragazzi della Diciotti – ma rappresentano anche il cinico tentativo di frenare temporaneamente il fenomeno migratorio, senza affrontare i veri problemi che lo alimentano.

Angelo Chiorazzo, fondatore della cooperativa Auxilium afferma: “È urgente che le istituzioni internazionali intervengano in Libia per risolvere questa situazione disumana e inaccettabile. C’è bisogno di aprire un grande corridoio umanitario per mettere in salvo donne, bambini, uomini, sottraendoli al controllo dei trafficanti di esseri umani”.
Aggiunge Chiorazzo: “Siamo profondamente grati a Papa Francesco, al cardinale Gualtiero Bassetti, a don Aldo Bonaiuto, a monsignor Francesco Soddu e a don Ivan Maffeis per averci coinvolto in questa significativa iniziativa umanitaria della Chiesa italiana. Un particolare ringraziamento va agli operatori di Mondo Migliore della cooperativa San Filippo Neri e di Auxilium, che in questi giorni non si sono mai risparmiati, svolgendo un lavoro straordinario con umanità e professionalità”.

Siamo convinti che i riflettori si spegneranno su questi ragazzi e che lo scontro politico e demagogico troverà altra materia per alimentarsi, ma i semi di accoglienza e integrazione piantati in questi giorni resteranno. C’è una frase di Pio XII, che campeggia in un grande corridoio del centro Mondo Migliore: “C’è tutto un mondo che occorre rifare dalla fondamenta che bisogna trasformare da selvatico in umano”. É una frase attuale anche oggi e giornate come quelle che stiamo vivendo ci dicono che, nonostante tutto, costruire un mondo migliore è possibile.

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Un Mondo Migliore per i migranti della Diciotti

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