La Cooperativa Auxilium aderisce a Economy of Francesco

Angelo Chiorazzo: l’inizio di una strada nuova

Le parole scritte da Papa Francesco per invitare i giovani economisti e imprenditori di tutto il mondo ad Assisi nel marzo 2020 sono già un programma: “Un evento che mi permetta di incontrare chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare un’economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda”. Questo sarà l’ “Economy of Francesco” (che gioia che sia Assisi, la terra di san Francesco, la terra di Papa Francesco) e le cooperative, grazie ai loro valori, ai loro principi, alle loro strutture di governance, hanno nel Dna quella sostenibilità della quale parla il Papa, strettamente connessa all’impegno verso le comunità nelle quali le cooperative operano. In un mondo dove, secondo l’ultimo rapporto dell’Oxfam, l’1% più ricco della popolazione mondiale detiene più ricchezza del restante 99%, dove la finanza speculativa ha preso il sopravvento sul capitalismo legato alla produzione, dove il concetto stesso di bene prodotto e di lavoro è diventato liquido, i valori della cooperazione potrebbero sembrare un’utopia del passato, invece sono lo strumento più moderno per combattere gli effetti distorsivi del sistema neo liberista. Oggi in tutto il mondo sono attive oltre 2,6 milioni di imprese cooperative, che garantiscono più di 250 milioni di posti di lavoro, mettendo insieme oltre 1,2 miliardi di soci, generando ricchezza per 3 miliardi di dollari annui e, quando ormai ciclicamente si aprono crisi economiche spaventose che coinvolgono l’intero pianeta, le cooperative sono quelle che reagiscono meglio, creando posti di lavoro lì dove altri li tagliano. Questo perché, come ha scritto Papa Francesco nella Laudato si’ (n. 219): “Ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie, non con la mera somma di beni individuali”.

In Italia le cooperative rappresentano l’8% del Pil e, per fare un esempio, le cooperative sociali e sociosanitarie forniscono quotidianamente servizi di welfare a 7 milioni di persone. É grazie a loro, che si occupano di minori, di anziani, di malati e di chi è nel bisogno, che l’Italia può mettersi in moto ogni giorno. Anche questo vuol dire società sostenibili. Ma il modello cooperativo sarà sempre più strategicamente importante anche su un altro fronte della sostenibilità, quello della transizione verso un’economia circolare, nella quale ogni prodotto sarà concepito per essere riutilizzato al termine del suo ciclo di consumo, o affinché se ne possa sempre recuperare la materia di cui è composto.

L’Italia è la culla dell’economia circolare ed è ancora, anche se rischia di non restarci a lungo, all’avanguardia in Europa. Ma questa sfida, che non è solo il tentativo di fare maggior riciclo dei prodotti che buttiamo, ma è un cambiamento radicale per i nostri sistemi di produzione e di consumo, si può affrontare solo coinvolgendo l’intera società. Per questo il modello cooperativo, che mette le persone e i territori al centro dello sviluppo economico, che non ha come primo obiettivo il profitto, che opera sempre in una logica di rete e di inclusione, può essere la cinghia di trasmissione di questa transizione epocale da un’economia lineare a una circolare.

Da alcuni anni le cooperative (e non solo le tante cooperative sociali che già si occupano di riciclo o cura dell’ambiente) si stanno muovendo verso un’economia circolare ed esempi e best practice non mancano. L’orizzonte è la costruzione di società sostenibili, ovvero di società dove ci sia armonia tra crescita economica, salvaguardia dell’ambiente, partecipazione democratica, progresso sociale.

“È legge dell’universo che non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri” sosteneva Antonio Genovesi, filosofo ed economista italiano a cui nel 1754 fu affidata la prima cattedra di economia istituita nel mondo. Una concezione che va al cuore del modello cooperativo, tanto che alcuni anni fa la Cooperativa Auxilium aderì con convinzione all’idea del professor Luigino Bruni di istituire – sul modello del giuramento di Ippocrate per le professioni mediche – il giuramento di Genovesi per le professioni economiche, che dovrebbe comprendere almeno la promessa di guardare al mercato come ad un insieme di opportunità per crescere insieme.

Aderiamo con entusiasmo all’invito di Papa Francesco: saremo ad Assisi come Cooperativa Auxilium e mi auguro come movimento cooperativo italiano, europeo e mondiale.

 

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