Il cardinale Zuppi a Maratea per la Festa di Avvenire

Il cardinale Matteo Maria Zuppi ha partecipato alla Festa di Avvenire che, quest’anno, si è svolta a Maratea.

Una giornata straordinaria quella vissuta insieme al cardinale Zuppi, che a ragione è stato definito “un vescovo con il cuore di Papa Francesco”. Accompagnato da Angelo Chiorazzo, la giornata dell’arcivescovo di Bologna in Basilicata è iniziata con la visita alla RSA Auxilium di Maratea, un’eccellenza al servizio delle persone fragili della quale siamo orgogliosi. Nella RSA il cardinale Zuppi è stato accolto con grande entusiasmo dagli ospiti, dallo staff e dal direttore Domenico Dambrosio, ha avuto un sorriso e una grande attenzione per tutti.

Dopo la RSA la visita al borgo e alle chiese della “Perla del Tirreno” protetta dall’alto dalla grande statua del Cristo Redentore, alla quale hanno partecipato anche monsignor Vincenzo Orofino, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, il parroco don Donato Partepilo, Paolo Nusiner dell’Università Cattolica, Cosimo Palasciano e Vincenzo De Donato che guidano la BCC di Alberobello e Sammichele di Bari, il comandante della stazione dei Carabinieri di Maratea Rocco De Pietro e il giornalista Gianni Cardinale.

La sera, pur rispettando le norme anticovid, c’era tanta gente in Piazza Sisinni per seguire il dialogo su “Il coraggio di ripartire” tra il cardinale Zuppi, il vescovo di Tursi Lagonegro monsignor Vincenzo Orofino e il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Il dialogo, moderato dal vaticanista Gianni Cardinale, è stato aperto dai saluti istituzionali del sindaco di Maratea Daniele Stoppelli e dall’Assessore alle attività Produttive della Regione Basilicata Francesco Cupparo.

Dopo i saluti monsignor Orofino ha preso la parola affrontando il tema su come ripartire insieme in un tempo così complicato: “Un incontro vero genera persone vere, che generano un popolo vivo. Noi abbiamo il compito di rigenerare un popolo che oggi è a pezzi. Non possiamo delegare tutta la ripresa agli economisti e agli scienziati, come se fosse solo un problema economico e medico. Tutti ci ringraziano per l’opera della Caritas durante la pandemia ma noi abbiamo fatto molto di più, perché abbiamo accompagnato le persone, siamo stati vicino a tutti, in particolare ai più deboli”.
Anche Marco Tarquinio ha sottolineato che questo cambiamento epocale ci ha fatto scoprire che dobbiamo ricostruire un alfabeto condiviso dell’umano: ”Il fatto di essere vulnerabili ci costringe ad essere solidali, perché nessuno basta a se stesso, abbiamo bisogno degli altri, anche della competenza degli altri. Avvenire mette in circolazione le parole della dottrina sociale dei Papi, cerca di unire le persone, di far capire ciò per cui vale la pena vivere, sognare, sperare, mettere al mondo un figlio. In questo Paese abbiamo parlato più del diritto di morire che della capacità di essere generativi e la pandemia ci ha messo di fronte al fatto che siamo un Paese sfiduciato”.

Semplici, piene di realismo e speranza le parole del Cardinale Zuppi, che ha toccato tanti aspetti del coraggio di ripartire. Ecco solo due passaggi: “La pandemia ci ha riportato tutti nella vita vera. Ha sgonfiato tante illusioni e deformazioni date dal benessere, per le quali certe cose non ci riguardavano. Ci ha fatto accorgere che siamo come tutti. É stata una grande lezione e una grande umiliazione. Speriamo di imparare ad essere umili cioè a capire la vita così com’è e a provare a cambiarla”. Ha anche detto il cardinale di Bologna: “Credo che quando uno vuole bene trova un coraggio straordinario. Durante l’emergenza abbiamo avuto tanti uomini qualunque, tanti medici, carabinieri, uomini delle istituzioni, che hanno vissuto con coraggio straordinario la situazione perché hanno voluto bene, non hanno pensato di tirare a campare, ma hanno detto che bisognava fare qualche cosa. La vera scelta è guardare a ciò che viene dopo. L’Europa è nata dai disastri della guerra e allora forse una nuova Europa può nascere anche dai disastri della pandemia”.

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Download: La Nuova del Sud - 29.07.2020