ADI, testimonianze che vengono dal cuore

 

Tante lettere, mail, fax, inviati a quegli operatori che fanno parte all’equipe ADI, assistenza domiciliare integrata, di Auxilium.

Poche righe per la gioia di una vita che va avanti e un’amicizia che resta. Sono in tanti a concludere il proprio cammino con l’Assistenza domiciliare integrata sentendo il desiderio di dare un messaggio di ringraziamento. Tante lettere, mail, fax, inviati a quegli operatori che – è la frase più ricorrente – sono diventati di famiglia».
“Dopo le dimissioni dall’ospedale di mia mamma – scrive ad esempio Antonio agli operatori di Auxilium – avevo come un senso di rassegnazione, di impotenza, di non poter far più nulla per lei. Poi, tramite amici i cui familiari erano già stati assistiti da voi già in precedenza, ho conosciuto il vostro servizio e ho ritrovato la speranza, si è creata come una seconda famiglia”.

L’assistenza domiciliare integrata non si ferma mai, anche in estate, forse il periodo dell’anno in cui maggiormente per le famiglie c’è difficoltà ad assicurare assistenza ai soggetti deboli, quali anziani e malati, che rischiano così di venire ricoverati in ospedali o nelle RSA. E queste testimonianze ci rendono orgogliosi del lavoro che i nostri operatori svolgono ogni giorno, con professionalità e passione, per rendere la casa del malato, dell’anziano fragile, del disabile, il luogo migliore dove curare e prendersi cura della persona.

Sono testimonianze che vanno a supportare i dati della ricerca sull’ADI presentata a giugno da Italia Longeva, secondo la quale il modello adottato da tanti anni in Basilicata è quello che riscuote il maggior gradimento da parte degli utenti. Inoltre, secondo lo studio di Italia Longeva, a fronte di un’incidenza per l’assistenza domiciliare esattamente in linea con quella del resto d’Italia, le due aziende sanitarie lucane garantiscono ai pazienti una più elevata quantità di accessi (visite degli operatori) e ore di trattamento rispetto a tutte le altre realtà d’Italia.

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